33 ragioni di avere un bambino
- Perché nessun'altra parola suona così dolce come «Mamma»
- Perché un bambino dice mille volte: «Ti voglio bene»
- Perché sono fiera di essere madre
- Perché le ore con un figlio sono molto più emozionanti di quelle in discoteca
- Perché nessuno può costringermi a dire di no alla mia creatura
- Perché un bambino aiuta a risolvere tanti problemi
- Perché un no al bambino crea solo problemi
- Perché un bambino aumenta la mia autostima
- Perché so che per me non ci sarà mai più solitudine, neanche nella vecchiaia
- Perché ricevo assegni per i figli
- Perché un bebè significa futuro
- Perché il mondo ha urgente necessità di menti geniali
- Perché la mia creatura ha bisogno di me
- Perché un bambino è la più bella dimostrazione d'amore
- Perché Dio vuole che i bambini vivano
- Perché è così bello cercare un nome
- Perché i bambini donano felicità
- Perché è così bello guardare negli occhi di un bambino
- Perché il riso di un piccino suona ancora più bello della più bella melodia
- Perché un bimbo è un essere umano, puro e tutto innocente
- Perché con i figli si rimane giovani più a lungo
- Perché la gravidanza rende le donne ogni giorno più belle – la loro radiosità viene dal dentro
- Perché si possono finalmente leggere di nuovo fiabe, ad un bambino
- Perché il riso di un bimbo è capace di attivare nella madre ormoni della felicità
- Perché questo paese ha bisogno di più amore
- Perché il profumo di un bebè è meraviglioso
- Perché un bambino è capace di porre domande che ci fanno riflettere
- Perché niente al mondo è più tenero al tatto che la pelle di un bimbo
- Perché si possono di nuovo costruire castelli di sabbia sulla spiaggia
- Perché avere bambini è incomparabilmente più bello che avere cani, gatti o tartarughe
- Perché i bambini possono essere abbigliati in modo così carino
- Perché sarà il più bel bambino del mondo
- Perché Dio nella Bibbia ha detto: «Crescete e moltiplicatevi» (Genesi 1,2)
Prima e seconda settimana di gravidanza

Nel linguaggio medico, la gravidanza comincia già due settimane circa prima del concepimento, ossia il primo giorno dell’ultima mestruazione. Ciò per ragioni di praticità – poiché per molte donne il momento esatto del concepimento non è noto. L’unione tra ovulo e spermatozoo, e quindi l’inizio di un nuovo essere umano, può avvenire di regola dopo il 14° giorno del ciclo.
Quando si parla di „settimane di gravidanza“, questa durata è quindi sempre due settimane di più rispetto del tempo effettivo di vita del bambino. Dopo essere stato generato all’interno della tuba, l’embrione si annida, 3–4 giorni più tardi, nell’utero. Questo è già preparato per una gravidanza.
La mucosa dell’utero è aumentata di spessore, in modo da permettere all’embrione l’annidamento. Se non arriva alcun embrione, la mucosa è rigettata. Questo avviene con la mestruazione.
Prima settimana di vita

Dei circa 300 milioni di spermatozoi emessi, sono proprio solo 300 circa quelli che raggiungono un ovulo, e di questi poi uno soltanto lo feconderà. Per un breve momento la membrana dell’ovulo è penetrabile, lo spermatozoo può superarla e passare all’interno.
Non appena lo spermio è dentro, lo strato esterno dell’ovulo si indurisce di riflesso, per cui nessun altro spermatozoo può penetrare.
Nel momento del congiungimento dei due nuclei, si decidono numerose delle caratteristiche del bambino, molto in particolare se diventa un maschietto o una femminuccia. Segue un vertiginoso sviluppo della divisione cellulare.
Andato a buon esito l’annidamento, l’utero trasmette un segnale che fa conoscere al corpo della donna la gravidanza. È l’ormone HCG. Questo fornisce anche la base per il test di gravidanza.
Seconda e terza settimana di vita

Ora comincia lo sviluppo della placenta. A tal fine, alcune cellule penetrano più profondamente nella mucosa dell’utero. Dopo solo 21 giorni, la nuova creatura si è talmente sviluppata da presentare un cuoricino a forma di „S“ che comincia a battere, non ancora strutturato in ventricoli e orecchiette.
Gli organi interni, fegato, polmoni, stomaco, intestini e reni cominciano ora a formarsi. A questo punto, dal mancare della mestruazione, la madre apprende di essere incinta. (Lunghezza dell’embrione: ca. 2,5 mm)
Quarta settimana di vita

Tutti i sistemi di organi sono predisposti. Braccia e gambe diventano riconoscibili. Occhi e orecchie diventano visibili. La bocca si apre, la lingua comincia a svilupparsi. (Lunghezza dell’embrione: ca. 0,6 cm)
Quinta settimana di vita

Le pulsazioni cardiache sono già rilevabili con un elettrocardiogramma. Adesso il cuore pompa il sangue prodotto dal bambino stesso, con 140–150 battiti il minuto. Trachea e pancreas diventano riconoscibili. (Lunghezza dell’embrione: ca. 1 cm)
Sesta settimana di vita

Il bambino registra già le prime informazioni dal suo minuscolo ambiente: la posizione entro l’utero, la pressione sul corpo, le differenze di temperatura. Dalla elettroencefalografia si possono misurare le onde cerebrali. Lo scheletro è presente come cartilagine, lo sviluppo della muscolatura è ampiamente avanzato. Ogni minuto si formano circa 100'000 nuove cellule nervose. (Lunghezza dell’embrione: ca. 1,5 cm)
Settima settimana di vita

Tutti i sistemi di organi sono presenti. Nuovi non se ne formano più. C’è solo bisogno di nutrimento e tempo per la crescita e lo sviluppo. Nella mascella spuntano i nuclei per i denti da latte. Con lo stabilirsi del collegamento tra retina dell’occhio e cervello, la base della vista è allestita. Il sistema dell’equilibrio, nell’orecchio, è pure presente, e inizia la produzione dell’urina dai reni. (Lunghezza dell’embrione: ca. 2 cm)
Ottava settimana di vita

Il bambino ha le sue proprie, inconfondibili impronte digitali, che manterrà per tutta la vita. Fa movimenti respiratori, e può già deglutire quando ingerisce liquido amniotico. Sul palmo delle mani compare il fine disegno delle caratteristiche linee.
Le cartilagini cominciano a consolidarsi e si trasformano in ossa. Le ossa dello scheletro raggiungeranno la loro forma definitiva solo molti anni dopo, nel passaggio all’età adulta. (Lunghezza dell’embrione: ca. 4 cm). Da questo momento la medicina denomina il bambino non più embrione, bensì feto.







